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IL CONCORDATO


Il concordato è un accordo tra debitori e creditori che assolve a funzioni diverse a seconda che intervenga nell’ambito della procedura fallimentare, costituendo una particolare forma di chiusura della stessa, oppure prima della dichiarazione di fallimento, con lo scopo in quest’ultimo caso di evitare gli effetti sconvenienti propri della procedura concorsuale.

 

Il concordato fallimentare.


E’ una particolare forma di chiusura di un fallimento già dichiarato, grazie alla quale si realizza la soddisfazione in misura paritaria dei creditori senza ricorrere alla fase della liquidazione dell’attivo.
A seguito della riforma della legge fallimentare (D.lgs. n. 205 del 2006 il concordato può essere proposto da uno o più creditori o da un terzo assuntore o dal fallito ( in questo caso solo dopo 6 mesi dalla dichiarazione di fallimento ed entro due anni dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo).


Il concordato fallimentare può prevedere:

1) la suddivisione dei creditori in classi che tengano in considerazione in modo omogeneo gli interessi economici e le posizioni vantate dai creditori;
2) trattamenti differenziati fra creditori appartenenti a classi diverse anche se il trattamento non può mai alterare l’ordine dei diritti di prelazione;
3) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma.

Non è più considerato requisito essenziale, il pagamento integrale dei creditori muniti di diritti di prelazione poiché è possibile prevedere nel piano la loro soddisfazione soltanto parziale, purchè in misura non inferiore a quella realizzabile sul ricavato in caso di vendita, considerato il valore di mercato attribuibile al bene o al credito oggetto di garanzia.

La proposta è sottoposta al voto dei creditori ed al giudizio di omologazione del Tribunale.

Procedura:
1) dopo la presentazione della proposta, il giudice chiede al curatore il suo parere;
2) viene ordinata la comunicazione della proposta a tutti i creditori risultanti dallo stato passivo, attribuendo loro un termine per acconsentire o rifiutare;
3) la proposta deve essere votata da tanti creditori che rappresentino la maggioranza assoluta di quelli ammessi al voto;
4) se la proposta è approvata si apre il giudizio di omologazione; chiunque ha interesse alla prosecuzione del fallimento può proporre opposizione al Tribunale;
5) in mancanza di opposizioni, il Tribunale verifica la regolarità della procedura e l’esito della votazione, omologando il concordato.

Qualora il Tribunale omologhi il concordato, il provvedimento produce immediatamente 2 effetti:


a) il fallito è vincolato all’adempimento degli obblighi stabiliti nell’accordo;
b) rende obbligatorio il concordato per tutti i creditori anteriori all’apertura del fallimento, compresi sia quelli che non abbiano presentato domanda di ammissione al passivo( anche per mancata conoscenza del fallimento) sia quelli che hanno dato voto contrario.

 

Quando passa in giudicato la sentenza di omologazione, il fallimento si chiude con tutte le relative conseguenze.


Il Concordato preventivo

Nozione e natura giuridica: costituisce il mezzo offerto al debitore per evitare che su di esso ricada la gravosa procedura fallimentare, anche se può essere convertito in fallimento.
E’ quindi un accordo giudiziale con il quale i creditori ed il debitore concordano le modalità di estinzione delle obbligazioni contratte.


Condizione essenziale è che tale accordo sia approvato dai creditori.


Condizione essenziale è che tale accordo sia omologato dal Tribunale il quale può approvare o respingere il concordato, in tale ultimo caso, dichiarando d’ufficio il fallimento.


Requisiti:
1) il soggetto deve essere imprenditore commerciale
2) deve versare in stato di crisi (vale a dire in una difficoltà, anche temporanea, di adempiere le proprie obbligazioni) oppure deve versare in stato di insolvenza.
3) L’imprenditore deve offrire un piano di risanamento della esposizione debitoria proponendo o la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, (anche mediante la cessione dei beni, accollo, o altre operazioni straordinarie, compresa l’attribuzione ai creditori di azioni, quote, obbligazioni) oppure l’attribuzione di attività delle imprese interessate dalla proposta di concordato da parte di un assuntore (possono costituirsi come assuntori anche gli stessi creditori).

Cosa è cambiato con la nuova legge fallimentare rispetto al passato?


Non è più richiesto che l’impresa sia iscritta nel registro delle imprese, né è richiesta la regolare tenuta delle scritture contabili, né la mancanza nei 5 anni precedenti di fallimenti o di altri concordati, né, infine, l’assenza di condanne penali per specifici reati.
Allo stesso modo non è più richiesta come condizione di ammissibilità l’indicazione di una percentuale minima pari al 40 % della esposizione debitoria da offrire in pagamento, consentendo la legge anche un accordo che non preveda l’integrale pagamento dei creditori privilegiati (coloro i quali hanno un diritto di pegno, ipotea o vantano un privilegio).
Pertanto oggi il concordato preventivo è ammissibile anche qualora l’imprenditore offra una percentuale minima di pagamento dei crediti chirografari (sono tali i crediti non assistiti da pegno, ipoteca o privilegio).

Procedimento
1) L’imprenditore presenta una proposta di concordato mediante il deposito di un ricorso in Tribunale;
2)il Tribunale verifica la completezza e la regolarità della documentazione presentata, dichiarando il concordato ammissibile (in caso di rigetto dichiara d’ufficio il fallimento);
3) la proposta deve essere votata dai creditori chirografari ( i creditori privilegiati possono votare solo previa rinuncia ai loro diritti di prelazione). Pertanto devono intervenire a votare tutti i creditori chirografari. La proposta è approvata se ottiene il voto favorevole dei creditori che rappresentino la maggioranza dei creditori ammessi al voto. Se la proposta non è approvata viene dichiarato il fallimento;
4) successivamente, il Tribunale in camera di consiglio decide se omologare o meno l’accordo. In tale sede possono opporsi all’omologazione lo stesso imprenditore, il commissario giudiziale, gli eventuali creditori dissenzienti e qualsiasi interessato. Se il Tribunale non omologa l’accordo, è dichiarato d’ufficio il fallimento.

 

che differenza c’è tra concordato preventivo e fallimento?


In primo luogo, durante la procedura il debitore conserva l’amministrazione dei beni e la capacità processuale
In secondo luogo, il debitore continua ad esercitare l’impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale e del giudice delegato
In terzo luogo, i contratti in corso conservano pienamente la loro efficacia.
In quarto luogo, gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione possono essere compiuti ma solo previa autorizzazione del giudice delegato.

Effetti del concordato
Gli effetti del concordato preventivo nei confronti dei creditori sono analoghi a quelli del fallimento dovendo sempre essere rispettata la parità di trattamento e parità di concorrenza dei creditori nel soddisfacimento delle proprie pretese economiche. Tuttavia, in caso di concordato preventivo, non è applicabile la normativa sulla revocatoria fallimentare.

 

Quando il concordato può essere invalidato?


Il concordato può essere annullato se si scopre una esagerazione dolosa del passivo o un a sottrazione o dissimulazione dell’attivo.


Il concordato può essere risolto nel caso in cui il debitore non adempia gli obblighi assunti.


Alla risoluzione o all’annullamento consegue la dichiarazione di fallimento che deve essere pronunciata d’ufficio dal Tribunale, contemporaneamente alla sentenza che annulla o risolve il contratto.

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