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IL FALLIMENTO DELLE SOCIETA’


La legge fallimentare prevede in via di principio la assoggettabilità al fallimento di ogni soggetto collettivo dotato di autonomia patrimoniale anche se non di personalità giuridica il quale eserciti un’impresa commerciale, non sia un ente pubblico e che superi i limiti dimensionali sopra indicati e stabiliti dalla definizione di piccolo imprenditore.


Devono quindi ritenersi soggetti al fallimento:


1) le società commerciali;
2) le associazioni (riconosciute e non riconosciute) , le fondazioni e gli enti no profit, qualora abbiano come scopo esclusivo o prevalente l’esercizio di attività commerciale;
3) I consorzi fra imprenditori con attiività esterna;
4) Le società cooperative e le società di mutuo soccorso che esercitano concretamente attività commerciale, ancorché questa non ne costituisca l’oggetto statutario;
5) Le società sportive, in seguito alla legge 1996 n. 586 che ha riconosciuto alle società professionistiche la possibilità di avere scopo di lucro.


Sono escluse dal fallimento: le società semplici, le comunioni a scopo di godimento, le associazioni in partecipazione.

La legge inoltre detta alcune norme speciali che regolano, in caso di insolvenza della società, le conseguenze sui soci che fanno parte della compagine sociale:


1) il fallimento di una società in nome collettivo (SNC) è causa del fallimento di tutti i soci;
2) il fallimento di una società in accomandita semplice (SAS) è causa del fallimento di tutti i soci accomandatari e dei soci accomandanti quando e solo questi ultimi abbiano compiuto atti di immissione nell’amministrazione della società (riservata agli accomandatari o che abbiano acconsentito a che il loro nome fosse compreso nella ragione sociale;
3) Il fallimento di soci illimitatamente responsabili conseguente al fallimento societario non può essere dichiarato decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale (per morte, recesso, cessione della quota o esclusione) o dalla cessazione della responsabilità illimitata (trasformazione, fusione o scissione societaria) , se sono state osservate le formalità per rendere note ai terzi i fatti indicati mediante iscrizione nel registro delle imprese;
4) Nelle società di capitali (S.p.a., S.r.l., Accomandita per azioni ecc. ecc.) il fallimento della società non comporta anche il fallimento dei soci (tranne che nell’accomandita per azioni, nella quale falliscono i soci accomandatari, perché illimitatamente responsabili) ed il fallimento va dichiarato a nome della società, in persona degli amministratori che la rappresentano.

Ipotesi particolari: socio occulto, società occulta, morte dell’imprenditore


La legge fallimentare ha previsto che:
A) nel caso di fallimento di socio occulto di una società palese, il fallimento di quest’ultima determina anche il fallimento del socio occulto;
B) nel caso d fallimento di società occulta il fallimento si estende a tutti i soci illimitatamente responsabili;
Infatti, il nuovo articolo 147 della legge fallimentare prevede che se dopo la dichiarazione di fallimento della società risulta l’esistenza di altri soci illimitatamente responsabili, il tribunale dichiara il fallimento dei medesimi e che, qualora dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale risulti che l’impresa è riferibile ad una società di cui il fallito è socio illimitatamente responsabile è possibile richiedere la dichiarazione di fallimento della società occulta e degli altri soci illimitatamente responsabili;
C) Imprenditore defunto o che ha cessato l’attività: entro l’anno dalla morte o dal ritiro del commercio, l’imprenditore può ugualmente essere dichiarato fallito quando lo stato dell’insolvenza si è determinato durante l’esercizio dell’impresa. Il termine di un anno entro il quale è ancora possibile la dichiarazione di fallimento decorre dalla cancellazione del Registro delle Imprese. La legge, tuttavia, offre la possibilità alle società e imprese cancellate d’ufficio dal registro delle imprese di dimostrare il momento dell’effettiva cessazione dell’attività da cui decorre il termine, qualora essa si sia verificata anteriormente alla cancellazione.

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