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IL MOBBING


Con questo termine si vogliono individuare quelle condotte del datore di lavoro volte ad isolare e/o aggredire uno o più lavoratori attraverso attacchi ripetuti nel tempo che provocano danni alla salute, ne diminuiscono la reputazione da parte dei colleghi o, ancora, menomano il livello di professionalità.


Il mobbing, più analiticamente, può essere definito come quel fenomeno di violenza morale, che viene posto in essere, in modo reiterato per un apprezzabile lasso di tempo, da uno o più soggetti interni al contesto aziendale, superiori o colleghi del mobbizzato, con la finalità di giungere alla sua espulsione reale o estromissione dal contesto lavorativo, risultato perseguito mediante una serie di soprusi e di condotte tese a depauperare il suo valore professionale, ad umiliarlo ed emarginarlo, inducendo nella vittima processi di autocolpevolizzazione e svalutazione delle proprie capacità e provocando "un deterioramento delle sue condizioni lavorative".


Elementi essenziali del mobbing sono le condotte ripetute nel tempo ed il fatto che esse siano poste in essere volontariamente dal datore di lavoro (sia esso un privato o un soggetto pubblico).


Inoltre è necessario dimostrare che le patologie da cui è affetto il lavoratore sono una conseguenza immediata e diretta dei comportamenti illeciti del datore di lavoro e che non dipendono da cause imputabili a terzi o a fattori estranei all’ambiente di lavoro (quali patologie pregresse oppure patologie non maturate a causa dell’attività sopraffattoria del datore di lavoro).


Spetterà al datore di lavoro dimostrare di aver posto in essere le cautele doverose e necessarie ad evitare la realizzazione del processo mobbizzante e che l'evento lesivo dipende da un fatto a lui non imputabile, ma abnorme ed imprevedibile poiché, ai sensi dell'art. 2087 c.c., grava sul datore di lavoro provare di aver ottemperato al dovere di protezione dell'integrità psico-fisica di chi lavora alle sue dipendenze (in tal senso Cassazione Civile . n. 1307/2000).


La legge non dice quali sono i comportamenti di mobbing, i quali sono stati individuati dalla giurisprudenza.


A titolo esemplificativo sono condotte di mobbing:


a)le sistematiche molestie sessuali poste in essere ai danni del lavoratore;


b)i trasferimenti di sede del tutto non giustificati da effettive esigenze di organizzazione aziendale e tali da integrare una situazione di estremo disagio per il trasferito;


c)il mutamento di mansioni che si concretizza a volte in un eccessivo sovrautilizzo del mobbizzato, che viene caricato di lavoro in modo inverosimile e sottoposto a turni gravosi, a volte, al contrario, in un rilevante sottoutilizzo rispetto alle sue capacità professionali, che può in taluni casi giungere alla totale privazione di mansioni;


d)l'irrogazione di sanzioni disciplinari illegittime e pretestuose, al solo fine di intimidire o manipolare il mobbizzato;


e)l'abuso dei controlli medici fiscali in caso di malattia;


f)i comportamenti discriminatori o vessatori posti in essere per frustrare la dignità morale del lavoratore, che viene ad esempio privato della sua stanza, o dei relativi arredi, o tagliato fuori, senza ragione, dal godimento di benefits economici riconosciuti dal datore a tutti i suoi colleghi;


g)gli attacchi volti ad impedire i contatti umani, ponendo il dipendente in una condizione di isolamento fisico e/o psicologico e di emarginazione dal contesto lavorativo aziendale privandolo ad esempio della possibilità di usare il telefono o il computer, o del collegamento ad Internet precedentemente in funzione o, ancora, delle informazioni necessarie allo svolgimento del suo lavoro e del personale di supporto;


h)la lesione della immagine professionale ed il discredito della reputazione anche privata del mobbizzato, facendo sì che egli venga deriso e sottoposto, anche dinanzi ai colleghi, a continue critiche e maltrattamenti verbali sino all'insulto, che sul suo conto circolino falsi pettegolezzi o calunnie o infine che sia adibito a lavori umilianti (quale può essere, come è accaduto in un caso concreto, la pulizia dei bagni per un dipendente avente la qualifica di Quadro);


i)la messa in pericolo della salute del lavoratore, onde procurargli danni psicologici, menomandone la fiducia in se stesso e generando un costante stato di ansia mediante l'attribuzione al medesimo di compiti pericolosi (maneggio di sostanze nocive o utilizzo di macchinari non muniti di idonei meccanismi di sicurezza) o di funzioni troppo delicate, rispetto alle quali sia inadeguato il suo livello professionale, o comunque di responsabilità superiori a quelle pertinenti alla qualifica d'inquadramento.


Non rientrano nel mobbing i rapporti conflittuali tra lavoratore e datore di lavoro i quali rientrano a pieno titolo nella normale fisiologia dei conflitti lavorativi, e non costituiscono quindi condotte illecite.


Per chiamare il datore di lavoro a rispondere di condotte di mobbing è necessario nella maggior parte dei casi instaurare una controversia giudiziaria, poiché è raro che il datore di lavoro riconosca l’illiceità dei propri comportamenti, dichiarandosi disponibile a risarcire il danneggiato, per esempio mediante un atto di transazione.


Per richiedere un PREVENTIVO GRATUITO sulla procedura da seguire nel caso tu ritenga di essere stato vittima di condotte di mobbing , oppure nel caso voglia semplicemente un parere per verificare la sussistenza di condotte illecite ai tuoi danni in ambito lavorativo e vuoi approfondire gli aspetti per un eventuale risarcimento
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