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Organi del fallimento

il Giudice Delegato

Il giudice delegato esercita funzioni di vigilanza e di controllo sulla regolarità della procedura.

Comunicazioni al Tribunale: Riferisce al Tribunale su ogni affare per il quale è richiesto un provvedimento del Tribunale in funzione collegiale.

Atti conservativi: Emette o provoca dalle competenti autorità i provvedimenti urgenti per la conservazione del patrimonio del fallito, ad esclusione di quelli che incidono sui diritti dei terzi i quali rivendichino un proprio diritto incompatibile con l’acquisizione.

Convocazione degli organi fallimentari: Convoca il curatore e il comitato dei creditori nei casi di legge e qualora si ravvisi opportuno per il corretto e sollecito svolgimento della procedura.

Liquidazione di compensi e revoca: Su proposta del curatore, liquida i compensi e dispone l’eventuale revoca dell’incarico conferito alle persone e agli avvocati la cui opera è stata richiesta dal curatore fallimentare.

Decisione sui reclami: Provvede, nel termine di 15 giorni, sui reclami proposti contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori.

Legittimazione processuale: Autorizza per iscritto il curatore a promuovere giudizi come attore oppure a resistere in giudizio come convenuto nell’interesse e per conto del fallito.

Accertamento dei crediti: Procede all’accertamento dei crediti e dei diritti vantati dai terzi.


Il Curatore Fallimentare


Il curatore ha l’amministrazione del patrimonio fallimentare e compie tutte le operazioni sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori.


Il curatore previa autorizzazione del comitato dei creditori può:

1. effettuare transazioni

2. rinunzie

3. riconoscimenti di diritti di terzi

4. cancellazione di ipoteche

5. restituzione di pegni

6. svincolo di cauzioni

7. accettazione di eredità e donazioni

8. atti di straordinaria amministrazione

9. ridurre i crediti


Se gli atti indicati superano il valore di € 50.000 e, in ogni caso per le transazioni, il giudice delegato deve essere preventivamente informato.

Programma di liquidazione: acquisito il parere favorevole del comitato dei creditori, entro 60 giorni dalla redazione dell’inventario dei beni del fallito, il curatore sottopone all’attenzione del giudice delegato un programma di liquidazione in cui sono indicate le modalità e i termini per la realizzazione dell’attivo, avendo cura di specificare:


a) l’opportunità di disporre l’esercizio provvisorio dell’impresa, o l’opportunità di autorizzare l’affitto dell’azienda, o di rami, a terzi.
b) la sussistenza di proposte di concordato ed il loro contenuto
c) le azioni legali che bisogna intentare per conto e nell’interesse del fallito
d) la possibilità di cedere l’azienda oppure di cedere singoli beni aziendali
e) le condizioni della eventuale vendita

Il curatore può essere autorizzato dal comitato dei creditori a farsi aiutare da tecnici o da altre persone retribuite, compreso il fallito, sotto la sua responsabilità.

Il comitato dei creditori

Nomina e composizione: quest’organo fallimentare è nominato dal giudice delegato ed è composto da 3 o 5 membri scelti tra i creditori, in modo da rappresentare in misura equilibrata quantità e qualità dei crediti ed avuto riguardo alla possibilità di soddisfacimento dei crediti stessi.

Voto: le deliberazioni del comitato dei creditori sono prese a maggioranza dei votanti.


Il voto può essere espresso in riunioni collegiali o per mezzo telefax o con altro mezzo elettronico o telematico.

Controllo sul curatore: il comitato dei creditori vigila sull’operato del curatore e ne autorizza gli atti.

Poteri consultivi: il comitato dei creditori esprime pareri nei casi previsti dalla legge ovvero su richiesta del curatore o del giudice delegato.

Poteri ispettivi: Il comitato dei creditori ed ogni componente possono ispezionare in qualunque tempo le scritture contabili e i documenti della procedura ed hanno diritto di chiedere notizie e chiarimenti al curatore e al fallito.


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