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RICORSI CONTRO LE VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA

 

Avvocati24ore.it tra i suoi servizi offre:

1) Redazione di ricorsi al Prefetto ed al Giudice di Pace per contestare i verbali di infrazione al codice della strada;


2) Consulenza legale in merito all’opportunità di presentare ricorso.

 

COSTI


Il costo minimo per la redazione di un ricorso al Prefetto è di 95 euro, indipendentemente dal valore della sanzione applicata.

Il costo minimo per la redazione di un ricorso al Giudice di Pace è di 120 euro, indipendentemente dal valore della sanzione applicata.

I costi indicati sono quelli minimi inderogabili, salvo, naturalmente, valutare la complessità della redazione del ricorso. La complessità del ricorso dipende dal numero delle infrazioni contestate, dalle ricerche giurisprudenziali che è necessario effettuare, dal numero e dalla complessità dei motivi di opposizione.

Per avere un’indicazione puntuale del costo di redazione di un ricorso compila il modulo, chiedendo un preventivo gratuito. Riceverai una email di risposta, con l’indicazione precisa del costo in modo che tu possa valutare l’opportunità di presentare opposizione.

SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO


Ricevuto il pagamento per l’attivazione del servizio di contestazioni multe, si procederà entro 5 giorni lavorativi alla preparazione del ricorso.

Per i ricorsi al Prefetto provvederemo noi all’inoltro in plico raccomandato con ricevuta di ritorno direttamente presso l’organo competente.

Per i ricorsi al Giudice di Pace, vi sono due possibilità:


1) Farti assistere da noi che provvederemo a tutto quanto necessario per il deposito e la discussione del ricorso In questo caso, tuttavia, al costo per la redazione del ricorso, devono essere aggiunti i costi di domiciliazione.

La domiciliazione è l’onere che hanno gli avvocati quando discutano una causa in un luogo diverso da quello in cui normalmente esercitano l’attività, di fissare il proprio domicilio legale presso lo studio di un avvocato che abbia sede nella città in cui si trova il Tribunale competente. I costi della domiciliazione non possono essere indicati analiticamente in questa sede poiché dipendono dalle richieste formulate dall’avvocato presso cui avviene la domiciliazione.
Normalmente il costo di un domiciliazione per i ricorsi al giudice di pace varia da 50 a 100 euro.

2) Inviarti il ricorso redatto ( con posta raccomandata o tramite email – secondo le tue esigenze -), in modo che possa provvedere da solo al deposito ed alla discussione innanzi al giudice di pace atteso che innanzi a questo organo giudiziario la parte può stare in giudizio personalmente.

Se non sei sicuro di voler presentare ricorso, puoi, in alternativa, richiedere una consulenza legale sulla opportunità e fondatezza delle tue contestazioni.


Approfondimenti

La Patente a punti

L’introduzione della patente a punti fa sì che, ad ogni automobilista venga attribuito un punteggio iniziale di 20 punti e l'iscrizione all’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ad ogni violazione del regolamento, saranno scalati dei punti dalla patente a seconda dell’infrazione. Commettendo più infrazioni in una sola volta si perdono al massimo 15 punti, a meno che non sia prevista la sanzione accessoria di sospensione o revoca della patente. È possibile riacquistare fino a 6 punti in patente,frequentando corsi di aggiornamento e recupero presso le autoscuole.In caso di esaurimento totale del punteggio, la patente verrà sospesa e si dovranno sostenere nuovamente gli esami di teoria e pratica. Se entro due anni non verranno commesse altre infrazioni si recupererà automaticamente il punteggio perso.Per le patenti conseguite dopo il primo ottobre 2003 i punti detratti si raddoppiano fino al terzo anno dal conseguimento. Inoltre, chi ha 20 punti e non subisce sottrazioni per due anni può guadagnarne due a biennio fino a raggiungere un massimo di 30 punti sulla patente.Il Ministero dei Trasporti ha disposto il numero verde 848 782 782 che permette di conoscere quanti punti in patente si possiedonoI punti della patente sono detratti solo dopo il pagamento della sanzione o decorso il termine per proporre ricorso contro il verbale di violazione oppure dopo esito negativo dell’eventuale il ricorso. La comunicazione è inviata dal Ministero dei Trasporti al conducente o, qualora non venga identificato, al proprietario del veicolo. Questi ha tempo 30 giorni per fornire i dati della persona che era alla guida del veicolo al momento dell’infrazione, altrimenti incorre in una sanzione pecuniaria dai 250 euro, fino ad un massimo di 1.000 euro. La decurtazione dei punti sulla patente richiede la identificazione del conducente: Lo ha stabilito La Corte Costituzionale con la sentenza n. 27 del 12/01/2005 I punti della patente possono essere tolti solo a chi e' stato identificato nel commettere l'infrazione. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittima in parte le nuove norme del codice della strada che hanno introdotto la patente a punti. La Consulta, in particolare, ha dichiarato illegittimo l'art. 126 bis comma 2 del codice della strada nella parte in cui prevede che, in caso di mancata identificazione del trasgressore, i punti devono esser tolti al proprietario del veicolo, salvo che questi non comunichi, entro 30 giorni, il nome e la patente di chi guidava in quel momento l'auto. La Corte Costituzionale ha stabilito infatti che se non vi e' l'identificazione del guidatore, resta l' obbligo per il proprietario di fornire, entro 30 giorni, il nome e il numero della patente di chi ha commesso la violazione, ma se cio' non avviene a carico del proprietario dell'auto scatta solo la sanzione pecuniaria, e non quella accessoria della decurtazione dei punti. La comunicazione dei dati del conducente e' obbligatoria anche se si fa il ricorso al Prefetto o al Giudice di PaceI Ricorsi
Il ricorso al Prefetto, deve essere presentato personalmente dal trasgressore oppure tramite raccomandata A/R (con ricevuta di ritorno) entro il termine perentorio di 60 gg dall’avvenuta notifica del verbale nel caso in cui non vi sia stata contestazione immediata ( il trasgressore era assente, oppure non è stato possibile fermarlo), oppure entro 60 giorni dal momento in cui è avvenuta la contestazione immediata (alla presenza del trasgressore).
Il ricorso si presenta alla Prefettura del luogo ove il fatto e' avvenuto oppure presso l'organo accertatore dell’infrazione (Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale ) il quale procederà d’ufficio alla trasmissione del ricorso al prefetto.
Il prefetto se rigetta il ricorso condanna il ricorrente al pagamento del doppio della sanzione pecuniaria comminatagli (tuttavia, se si presenta ricorso al Giudice di Pace avverso il provvedimento del prefetto, il giudice, anche laddove ritenga il ricorso infondato può ridurre nuovamente la sanzione pecuniaria al minimo).

Il prefetto deve decidere sul ricorso presentato entro il termine perentorio di 210 gg nel caso il ricorso sia stato presentato direttamente al Prefetto oppure entro 180 gg nel caso ci si sia rivolti all'organo accertatore. Decorsi questi termini, il ricorso si deve considerare accolto e la multa annullata poiché il prefetto non ha più il potere di decidere diversamente.

Se il prefetto decide il ricorso e lo rigetta, il provvedimento (ordinanza prefettizia) dev'essere notificata al ricorrente entro il termine perentorio di 150 gg dalla sua emissione, pena la nullità della stessa ed il conseguente annullamento del verbale

E' possibile proporre opposizione avverso l'ordinanza del prefetto avanti al giudice di pace del luogo dove il fatto e' avvenuto entro il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica dell’ordinanza.

 

Il ricorso al Giudice di Pace


Questo ricorso si può presentare entro il termine perentorio 60 gg dalla notifica del verbale (contestazione non immediata) o dal momento in cui viene contestata l’infrazione (contestazione immediata) nel caso in cui il trasgressore non volesse presentare prima il ricorso al prefetto.
Se, al contrario, il contravventore intendesse fare opposizione prima innanzi al prefetto e questa non andasse a buon fine, sarebbe comunque possibile impugnare davanti al giudice di pace il provvedimento di rigetto del prefetto (ordinanza) entro il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica.

 

Istanza cautelare sospensiva


Se si vuole sospendere il pagamento in attesa del giudizio, si può presentare un’apposita istanza nel ricorso stesso. Se essa viene accolta il giudice dipone che il ricorrente non provveda al pagamento della multa fino alla decisione della opposizione.

Importante


1) Il verbale che contesta l’infrazione nel caso in cui il trasgressore non venga fermato o non sia presente deve essere a lui notificato entro il termine perentorio di 150 gg a pena di nullità di qualsiasi contestazione.
E' bene ricordare che la notifica puo' avvenire per giacenza:pertanto è inutile non ritirare la multa, poiché questa si considererà ugualmente notificata alla data di consegna alle poste per la spedizione da parte del comando accertatore.

2) Gli ausiliari del traffico possono procedere all'accertamento ed alla contestazione delle violazioni in materia di sosta, ai sensi dell'art. 17 comma 132 l. n. 127 del 1997, sia all'interno delle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi, sia nelle aree immediatamente limitrofe, sebbene, in questo ultimo caso, solo a condizione che queste costituiscano lo spazio minimo indispensabile per compiere le manovre atte a garantire la concreta funzione del parcheggio in concessione.

3) E’ ben ricordare che ove non si paghi la multa nel tempo utile previsto e non si presenti ricorso (termine perentorio di 60 giorni) la contravvenzione si raddoppia)
La pubblica amministrazione ha 5 anni di tempo per richiedervi il pagamento trascorsi i quali,la multa cade in prescrizione e nulla più è dovuto dal trasgressore.

4) Quando non si paga la contravvenzione e non si propone ricorso, normalmente entro 5 anni dalla notifica del verbale o dalla sua contestazione immediata si riceve una cartella esattoriale, a cui segue il pignoramento. Contro la cartella, e' possibile presentare opposizione al Giudice di Pace entro il termine perentorio di 30 gg,, chiedendo la sospensione del pagamento e l’ annullamento della stessa ( non del verbale il quale è oramai inoppugnabile).Tuttavia, la cartella è contestabile solo ed esclusivamente per mancanza di requisiti di forma o di procedura legate alla cartella stessa ed alla sua notifica. Impugnando la cartella, è bene ricordare che, non sono piu' sollevabili le questioni riguardanti l’illegittimità delle infrazioni contestate.

5) Il fermo amministrativo in base alla giurisprudenza è strumento di cui la pubblica amministrazione si può avvalere solo in casi estremi, cioe' quando con azioni alternative l'esattore non abbia incassato i debiti erariali. Pertanto il fermo amministrativo non può essere disposto per la mera omissione nel pagamento di multe per infrazioni al codice della strada, laddove l’ente creditore (Comune, Provincia, Stato) non abbia prima proceduto con i mezzi ordinari alla esecuzione del credito e cionostante non sia stato soddisfatto.

Per richiedere un PREVENTIVO GRATUITO in tema di Violazioni al Codice della Strada invia il modulo di richiesta consulenza, esponendo brevemente la questione.